Viaggio in Guatemala – Agosto

Viaggio in Guatemala – Agosto
12 settembre 2016 shadhilly-admin

RELAZIONE DI VIAGGIO IN GUATEMALA(18/07/16 -04/08/16) di Massimo e Lucia

Anche questa volta non sarà facile riferire e raccontare, o quantomeno farlo in maniera oggettiva così come la relazione di un viaggio di lavoro dovrebbe fare, ma ci proviamo, cercando di relazionare i momenti salienti (allegando qualche riga in più sulla visita a due socie de La Union e rendendo disponibili, per chi fosse interessato, i verbali degli incontri segnalati con un asterisco*). Il viaggio sia in andata che al ritorno (Bologna, Francoforte, Houston, Città del Guatemala e viceversa) non è stato una passeggiata, ma lungo, faticoso e di corsa nei cambi aereo, comunque tutto bene! 26 le ore in andata (da quando siamo partiti da casa a quando siamo arrivati a destinazione) e 27 per il ritorno.

La permanenza in Guatemala, 16 giorni, si può suddividere in tre periodi, in cui abbiamo avuto modo di visitare le realtà da cui Shadhilly importa caffè: la Cooperativa Nueva Esperanza del Bosque, che di seguito chiameremo “Nueva Esperanza”, appunto a El Bosque, la Cooperativa Integral Agricola San Francisco de Asis, che di seguito chiameremo “Ciasfa”, a La Union, e l’Asociacion de Desarollo Integral Sostenible Quezaltepeque, che di seguito chiameremo “Adisque”, a Quezaltepeque.

Il 18 sera siamo arrivati stanchi verso le 22.30 ora locale, (ricordo che in Guatemala ci sono otto ore di fuso orario indietro rispetto all’ora italiana). Ci sono venuti a dare il benvenuto in aeroporto Jorge e Amilcar per portarci a riposare a casa di Amilcar a El Cerrito (risparmiandoci così la salita notturna a El Bosque!) dove, trascorsa la prima notte, l’indomani 19 luglio, insieme a Jorge facciamo il punto della situazione rispetto agli impegni da mettere in agenda.guatemala-agosto

Così in piena convivialità, tra soci vecchi e nuovi, gustando deliziosi piatti tipici e sorseggiando caffè sotto la veranda, all’ombra dell’enorme e magnifica Ceiba (un albero ultracentenario che imponente regna nello spiazzo antistante la casa) è cominciato questo periodo a El Bosque. Il senso dell’accoglienza e dell’ospitalità è stato delle miglior specie che gli esseri umani possano mettere in campo e le emozioni provate delle più forti!

Dopo il pranzo il primo incontro (*), in cui abbiamo modo di entrare nel vivo delle questioni e di parlare di quelli che sono gli obiettivi della visita:

  1. l’accordo di partenariato tra la cooperativa Shadhilly e la cooperativa Nueva Esperanza,
  2. la certificazione biologica del caffè e
  3. il report sul percorso per la certificazione del caffè biologico, sull’andamento della scuola (centro Nufed) e dell’ambulatorio.

Terminati i lavori, nel tardo pomeriggio Jorge e sua moglie Joanna ci accompagnano a casa di Enrique e Isabel. “Saliamo in altura”, dove rimarremo per tutto il periodo, cioè sino al 24 Luglio. Qui troviamo grandi cambiamenti: la casa è stata ampliata trasformandosi notevolmente, e noi siamo meravigliati e per un attimo disorientati, ma felici per loro! Non c’è la corrente, stiamo a lume di candela e questo ci ricorda come qui le cose non siano mai del tutto semplici. Veniamo alloggiati fuori dell’abitazione, in una casetta di legno costruita là dove prima c’era una legnaia, ma all’interno del loro stesso giardino e vicina al bagno esterno, che ora è il secondo bagno. Stiamo molto bene! Ma una delle meraviglie più sorprendenti è l’incontro con Obed e Lymni, i figli di Enrique e Isabel, che avevamo lasciato ragazzi, e constatare quanto, in questi quattro-cinque anni, il tempo li abbia trasformati in due giovani forti, determinati e che sanno il fatto loro!

guatemala-agosto01Il giorno mercoledì 20, Enrique ci porta a visitare la scuola primaria a Las Joyas, sperduta nel cuore della vegetazione tropicale e in mezzo alle piantagioni di caffè , nella parte più bassa di El Bosque, dove Lymni insegna a trenta bambini, nell’unica pluriclasse (dalla prima alla sesta). E’ una scuola nuova che non sapevamo esistesse, accoglie i bambini di quelle famiglie che vivono in questa zona più bassa e impervia, consentendo così loro di evitare un lungo pezzo di strada a piedi, qualora avessero dovuto raggiungere la scuola primaria più vicina di Los Bordos, anzi diciamo meglio, permettendo a quei bambini di frequentare la scuola. Ci sarebbe molto da raccontare, ma ci limitiamo a dire che è stata molto bella e spontanea l’accoglienza che la maestra e i bambini ci hanno riservato, nel vivo di varie attività che si stavano svolgendo con entusiasmo. Nel pomeriggio ci cimentiamo in una attività, apparentemente semplice ma…., Enrique ha portato dal suo vivaio delle casse di piantine appena nate (alte 10-15cm) che deve selezionare, contare e preparare per un cliente, dobbiamo fare mazzetti da 100 controllando che le piantine siano buone (forma e dimensione delle radici, controllo delle foglie presenti), poi i mazzetti devono essere legati con le strisce ricavate dalle foglie di Isote (il tronchetto della felicità) che Enrique ha in precedenza preparato, servono in totale 18000 piantine, per pudore non diciamo quanti mazzetti siamo riusciti a preparare noi e quanti la coppia Enrique/Isabel!

guatemala-agosto02Il giorno successivo, giovedì 21, in mattinata effettuiamo una visita anche alla scuola primaria di Los Bordos e con piacere troviamo una realtà rinnovata negli spazi, è stato edificato un nuovo modulo, di uguali dimensioni e simmetrico rispetto al primo, che permette di suddividere i bambini in due gruppi: in un’aula le classi prima, seconda e terza e nell’altra quarta, quinta e sesta. Troviamo due maestri: il “solito” Annibal, che ci accoglie con grande piacere, e Viviana, una ex compagna di studi di Lymni, come seconda maestra. I bambini in numero sono dimezzati rispetto alla visita fatta nel viaggio precedente, anche perché nella parte più bassa di El Bosque c’è l’altra scuola. Alcuni sono diventati grandi e non li riconosciamo proprio! Vediamo anche più libri a disposizione tra i banchi e tutto sommato, ci sembra che la situazione sia migliorata!

Dopo questa visita, con Enrique andiamo in magazzino verso le ore 9.00, per l’incontro di formazione(*) con Mayacert per la certificazione biologica. Mentre andiamo facciamo una sosta per vedere la nuova pompa che la municipalità ha installato, questa pompa non solo fa arrivare acqua ai vari settori dell’Aldea, ma lo fa con una frequenza “esagerata”, ogni casa hs acqua al massimo ogni due giorni! All’incontro con Mayacert sono presenti oltre che Noè, Mynor e Edgar, anche la fondazione Neumann ed un gruppo di soci della Nueva Esperanza. I temi principali sviluppati durante l’incontro sono: importanza delle analisi del suolo, nutrizione delle piante e nutrizione di precisione, importanza dell’azione preventiva e dello sviluppo armonico della pianta. Dopo pranzo, sempre insieme ai soci e i tecnici di Mayacert, visitiamo il terreno della socia doña Ines verificando sul campo alcune delle questioni discusse durante la mattinata.

Sempre nel pomeriggio del giorno 21, terminato l’incontro con la cooperativa incontriamo insieme ad Enrique l’infermiera Manuela (*), per sapere meglio rispetto alla situazione dell’ambulatorio. La chiusura da parte del ministero dei posti di salute minori (centri di convergenza) e la contemporanea revoca alla diocesi di Santa Rosa dello stato di ONG, hanno di fatto bloccato le attività. guatemala-agosto03L’area di El Bosque è stata inglobata nelle competenze del posto di salute di Teocinte e Manuela incaricata del ruolo di “facilitatore” per l’Aldea di El Bosque. La struttura dell’ambulatorio quindi rimane per lo più chiusa, tranne quando viene utilizzata per le giornate di vaccinazione e altri controlli, alla presenza di medico e infermieri specializzati. Al momento il ruolo di Manuela è comunque esercitato sul territorio e, una volta la settimana deve essere presente nel centro di salute Teocinte, per coordinarsi con l’equipe sanitaria che presiede quella zona. Di fatto Manuela, dal punto di vista pratico mantiene pressoché invariato il suo impegno, ma riceve solamente un rimborso spese di 600 quetzales al mese (circa 80 dollari) insufficienti per lei. Promettiamo di presentare la questione al nostro rientro a chi sinora ha appoggiato il progetto in vari modi, prima che Manuela si cerchi un altro lavoro e lasci il suo incarico.

Anche durante i giorni successivi, venerdì 22 e sabato 23, partecipiamo alle giornate di formazione con Mayacert per continuare il cammino verso la certificazione biologica. Nell’incontro del 22 mattina(*), la formazione di Mayacert si concentra su aspetti amministrativi quali: mappe e dati completi dei soci coinvolti nella produzione organica, redazione del Regolamento Interno relativo alla produzione organica, Comitato Tecnico e Comitato Amministrativo, Ispettori Interni, Tecnico Esterno e per quest’ultimo si decide di chiedere la collaborazione della Fondazione Neumann.

Sabato 23 è una giornata di esercitazione pratica. Guidati da Noè Rivera di Mayacert e da Manuel Ramos, agronomo della Fondazione Neumann, i soci della Nueva Esperanza, come tanti apprendisti stregoni si cimentano nel preparare la pozione contro la roya. Apprendono quindi come maneggiare i vari componenti, come dosarli e infine come preparare la soluzione che, una volta raffreddata verrà applicata diluita in acqua alle piante di caffè. Anche se l’atmosfera è quasi giocosa, l’attenzione è massima! Non un gesto o una parola dei tecnici cadono a terra: ciascun gesto viene registrato nei video dei numerosi cellulari all’opera, e ciascuna parola viene appuntata sui quaderni di cui nessun socio è sprovvisto. guatemala-agosto04Mentre la pozione si raffredda, si discute sulle più idonee tecniche di applicazione e sullo spazio nel retro del magazzino da sistemare per installare la “biofabrica”. Sarà questo il luogo dove alcuni soci incaricati prepareranno i vari composti per nutrire il terreno e curare le piante, che poi verranno distribuiti ai soci coinvolti nel progetto di produzione organica. A cena siamo a casa di Enrique e Isabel, insieme ad alcuni soci della Nueva Esperanza e ci sono anche don Catalino e doña Mercedes, genitori di Isabel, che ci ospitarono in una precedente visita (che piacere rivederli!), e c’è anche un nutrito gruppo di rappresentanti dell’Amministrazione Municipale di Santa Cruz Naranjo, vicesindaco e cinque assessori (il sindaco è assente perché malato). E’ sicuramente un momento piacevole ma anche un momento utile a rafforzare i legami di collaborazione tra Cooperativa Nueva Esperanza/Aldea El Bosque e la Municipalidad.

Durante questi giorni di visita, il Centro Nufed (scuola media) di El Bosque è in festa, e diversi sono i momenti in cui si svolgono i festeggiamenti. Noi partecipiamo, dietro invito, a quello di venerdì 22 pomeriggio che si svolge nel salone comunale con tutte le famiglie dei ragazzi e si conclude con varie premiazioni e con la cena insieme ai genitori. Ormai dieci anni di scuola sono trascorsi dall’apertura del Centro e si sta svolgendo l’undicesimo anno scolastico. Abbiamo modo di parlare brevemente con la direttrice e di farle una richiesta cioè, se è possibile, conoscere il numero degli studenti che si sono diplomati in tutto questo tempo. Lei ci promette che i prossimi giorni darà incarico a qualcuno per effettuare la ricerca dei dati.

guatemala-agosto06Il giorno 24 Luglio, domenica, ci trasferiamo a La Union Zacapa. A Gualan viene a prenderci Bruno che ci porta a casa sua a La Union. Abbiamo così occasione di conoscere meglio lui e sua moglie Mirian, due tra i fondatori di Cecapro, l’organizzazione dalla cui evoluzione è nata Ciasfa. In serata ci sistemiamo alla Posada San Francisco dove alloggeremo nei giorni successivi.

Il mattino seguente, 25 luglio, incontriamo il consiglio di amministrazione di Ciasfa(*). Abbiamo modo di conoscere i vari membri e altri soci che rivestono i diversi incarichi e che ci danno il benvenuto illustrando un poco la situazione ma che desiderano anche conoscere meglio la cooperativa Shadhilly e gli obiettivi della nostra visita. Ci rendiamo subito conto di avere a che fare con un buon gruppo, una struttura radicata sul territorio e con una storia importante.

guatemala-agosto07Nel pomeriggio, insieme ad un gruppo di soci, visitiamo il “Beneficio humedo” della cooperativa, con due linee di lavorazione separate, organico e convenzionale, un beneficio costruito dopo la distruzione del precedente per gli smottamenti provocati dalle piogge torrenziali dell’uragano nel 1998. Dopo il beneficio facciamo visita al vivaio principale della cooperativa, un vivaio diviso in diversi settori e realizzatoper far fronte all’emergenza roya, grazie al contributo di Caritas Italiana e Caffè Pascucci.

Il 26 luglio continuiamo la conoscenza di Ciasfa visitando i terreni di alcuni soci: doña Carmelina, doña Berta e don Isabel, continuando poi per Gualan dove visitiamo i patii di essiccamento, anche qui organico e convenzionale, di proprietà della cooperativa e che vengono utilizzati per la lavorazione del caffè. La visita ai terreni è stata particolarmente interessante perché ha mostrato le varie sfaccettature della cooperativa, e l’importanza per i singoli produttori di farne parte. Il 27 luglio è un giorno di “riposo”, nel senso che trascorriamo la mattinata negli uffici di Ciasfa a riordinare le idee e le carte, ma possiamo constatare personalmente l’attenzione della cooperativa verso i suoi soci, tutte le mattine per due ore, o comunque il tempo necessario, il Presidente don Isabel riceve i soci in un piccolo ufficio ascoltando le loro richieste e necessità. Poi nel pomeriggio partecipiamo ad un incontro di coordinamento di tutte le istituzioni locali (amministrative, scolastiche, religiose, associative) sul tema del rischio idrogeologico, un problema purtroppo, vista la conformazione del territorio e la posizione de La Union, molto reale e concreto. L’incontro si svolge nel salone di Ciasfa, e anche in questa occasione comprendiamo quanto questa realtà non sia solo una realtà produttiva, ma una realtà ben radicata e presente nella vita della comunità. Terminato l’incontro abbiamo l’opportunità di fermarci a parlare con il presidente della cooperativa don Isabel Lopez Martinez. Una chiacchierata spontanea si trasforma in una sorta di intervista(*) davvero interessante.Parlando di aspetti tecnici e commerciali, per poi “scivolare” su aspetti più personali e profondi, ci si rivela un presidente capace e determinato ma anche un uomo di grande sensibilità e attenzione verso gli altri. Un momento davvero piacevole e importante!

guatemala-agosto08jpgIl mattino del 28 luglio facciamo visita alla scuola primaria de La Union, scuola grande e ben organizzata per ciò che riguarda gli spazi che risultano attrezzati e il personale costituito da un nutrito gruppo di docenti. Anche qui constatiamo che, come altre scuole visitate, le pulizie le svolgono i ragazzi sia dopo l’intervallo che a fine mattinata. Siamo accolti dalla dirigente che ci permette di visitare i locali, guidati anche da alcuni alunni i quali vengono anche invitati, in modo improvvisato, a declamare alcune poesie. Nel pomeriggio visitiamo altri due terreni, entrambi appartenenti a doña Sebastiana, vicepresidente di Ciasfa, e a suo marito don Alfredo. Ci mostrano il loro lavoro con orgoglio, facendoci notare le attenzioni ed i miglioramenti, sia nei terreni convenzionali che in quelli organici, apportati anche grazie al supporto tecnico della cooperativa.

29 luglio gita di gruppo: noleggiamo un pick-up, oltrepassiamo il confine con l’Honduras e andiamo a visitare Copan Ruinas, uno dei più importanti siti archeologici della cultura Maya, noi siamo una decina e sembriamo scolaretti alla prima uscita, per accorciare la strada non prendiamo le vie principali ma le strade della montagna, insomma una bella giornata!
Nel tardo pomeriggio, quando rientriamo a La Union, ci fermiamo in ufficio per i saluti (l’indomani avremmo lasciato La Union), ma quell’attimo si trasforma, senza che ce ne rendiamo conto, in una riunione lunghissima ed interessantissima. Cominciamo a ragionare sulla costruzione del prezzo di vendita e sull’ipotesi futura di un prezzo svincolato dalla borsa e fissato per un tempo definito. La cosa ci prende molto e, pur sapendo di dare numeri tutti da verificare, ci confrontiamo su concetti che resteranno:

  • guatemala-agosto09costo di produzione per il contadino,
  • costi di lavorazione e di esportazione,
  • costi di importazione,
  • vendibilità del prodotto sulla base di prezzo e qualità, margine per il contadino che permetta di vivere dignitosamente,
  • margine per Ciasfa che permetta di proseguire le sue attività sociali e il sostegno ai produttori,
  • margine per Shadhilly che permetta di rendere sostenibile la propria attività, continuando così a garantire gli acquisti da Ciasfa e magari aumentarli.

Alle 5 di mattina del 30 luglio prendiamo il bus da La Union a Chiquimula, poi cambiamo e prendiamo il bus per Esquipulas dove, gli amici di Adisque ci hanno prenotato una stanza all’Hotel Payaqui. Restiamo perplessi perché il lusso è decisamente oltre le nostre abitudini, però ci “adeguiamo”! Poi ci spiegheranno, sempre gli amici di Adisque, che si tratta di amici e di un hotel convenzionato, nel quale ci applicheranno la tariffa guatemalteca e non quella turistica, insomma della serie “spendi poco e mangi bene!”

guatemala-agosto10Esquipulas è una località molto nota per il Santuario del Cristo Negro, meta di pellegrinaggi da tutto il Guatemala e anche dai paesi centroamericani confinanti. Ci siamo arrivati di sabato nel primissimo pomeriggio e quello che abbiamo visto in quel pomeriggio e la domenica è difficilmente descrivibile, un mare immenso di persone che, in particolare nel week end (poi si calma), invadono la città, una città nata e cresciuta intorno al santuario, che durante la settimana sonnecchia e poi dal venerdì pomeriggio sino alla domenica sera non dorme, non riposa e non si ferma un istante. Alberghi di tutti i livelli, ristoranti per tutte le tasche, una fiera continua in tutte le vie tra negozi, bancarelle e venditori improvvisati. Trovare un angolo dove stare cinque minuti in pace è praticamente impossibile, forse chiusi nella stanza d’albergo!

Domenica 31 luglio nel pomeriggio incontriamo Arnoldo e Carlos, consulenti di Adisque grandi sostenitori e tra i maggiori artefici dei risultati conseguiti da Adisque in questi anni. Con loro programmiamo i giorni seguenti e comprendiamo meglio l’intreccio di collaborazioni che Adisque ha messo in atto per dare forza alla sua attività. Adisque gestisce ovviamente tutta la parte legata alla coltivazione, coordinando i singoli contadini e gestendo la certificazione organica. Per curare gli aspetti tecnici e commerciali si avvale della consulenza di “El Grano” s.a., di cui Arnoldo è l’agronomo che cura e migliora le tecniche di coltivazione organica, mentre Carlos è l’esperto che cura l’aspetto commerciale si occupa delle vendite. Collabora strettamente anche con “Exportcafé”, esportatore locale del gruppo Ecom, che si occupa della lavorazione finale del caffè, della selezione e dell’esportazione, garantendo inoltre ad Adisque il ritiro di tutta la produzione indipendentemente dalle vendite dirette di Adisque.

Lunedì 1 agosto, dopo una breve visita alla sede di Adisque a Quezaltepeque, dove il Presidente don Abelino ci accoglie, tutta la giornata è dedicata alla visita di vari terreni. Nell’ordine visitiamo gli appezzamenti dei soci Alvaro, don Cristobal, doña Olga e don Andres. Durante le visite, Arnoldo, insieme ad Andres e Toribio che sono due ispettori interni dell’associazione per la produzione organica, ci illustrano il lavoro di formazione rivolto ai singoli produttori che ha tre direttrici:

  1. la certificazione organica,
  2. il rinnovamento delle piantagioni e la lotta alla roya,
  3. la coltivazione integrata con arbusti e piante che non “disturbino” il caffè, contribuendo anzi a rafforzare il terreno e a produrre frutta utile ad integrare il reddito familiare.

Nella pausa pranzo siamo ospiti a casa di Alvaro e come al solito possiamo godere della squisita ospitalità di queste persone. Visitando la casa, sul retro, troviamo il prototipo di un piccolo allevamento domestico di polli che l’associazione vorrebbe standardizzare e proporre ad un numero maggiore di soci e per poter realizzare questo progetto chiedono anche a noi la possibilità di un piccolo finanziamento.

guatemala-agosto11Nella mattinata del 2 agosto siamo ancora nella sede di Adisque e, prima di incontrare il gruppo operativo dell’Associazione, facciamo la conoscenza di Daisy, rappresentante locale di Conalfa (Comité Nacional de Alfabetizaciòn) organizzazione governativa ospitata nella sede di Adisque e che organizza nelle varie frazioni corsi di alfabetizzazione per adulti, corsi divisi in tre fasi: Base per l’acquisizione della prima elementare, Post1 per l’acquisizione della terza elementare e Post2 per completare la primaria con l’acquisizione della sesta elementare. L’area operativa di questo ufficio copre il Dipartimento di Chiquimula e attualmente offre corsi, della durata di 8 mesi, in 11 municipi per un totale di oltre 300 studenti. Lo raccontiamo perché quello dell’educazione è l’elemento fondamentale che ha fatto nascere Adisque ed è ancora oggi il suo pilastro portante. In questo momento Adisque gestisce, autonomamente o in collaborazione con altre istituzioni, corsi di studio per studenti lavoratori, con l’intento di affiancare il miglioramento del settore educativo avviato dal Ministero dell’Istruzione, anche con un “recupero” di coloro che, durante e subito dopo la guerra civile, non hanno avuto queste opportunità. I corsi riguardano appunto l’Alfabetizzazione (in collaborazione con Conalfa) ma anche una Scuola Primaria, una Scuola Media, una Scuola Superiore con indirizzo Amministrativo e due corsi di Laurea, uno in Agronomia e uno in Economia. La maggior parte dei locali di Adisque è attrezzata con aule per gli studenti che seguono, a secondo del livello di appartenenza, i vari corsi serali o del fine settimana.

guatemala-agosto12Dal racconto del gruppo operativo di Adisque, ma soprattutto da quello del suo Presidente don Abelino(*), esce un quadro davvero importante. L’Associazione nasce all’inizio degli anni ’90 ed ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita, soprattutto dal punto di vista sanitario, educativo e di un reddito minimo dignitoso, nelle comunità in cui opera. Attualmente coinvolge 9 comunità in 4 municipi del dipartimento di Chiquimula, per un totale di circa 600 soci, di cui la metà sono anche produttori di caffè. Nel corso degli anni, pur non abbandonando nessuna delle loro attività, hanno però maggiormente dedicato energie e risorse nel settore educativo con le scuole dette sopra che mano a mano sono state riconosciute dal governo, e nel settore della produzione di caffè passando subito alla coltivazione organica, formando costantemente i soci e stringendo le alleanze già dette. Adisque fa capo ad una Assemblea Generale, ad un Direttivo di 7 persone e ad un Comitato di Vigilanza di 3 persone, inoltre ogni gruppo dell’Associazione nelle varie comunità ha una sua organizzazione interna.

Nel pomeriggio, insieme ad Arnoldo e Carlos, visitiamo il beneficio di Exportcafé dove il prodotto di Adisque termina la sua lavorazione e viene preparato per l’esportazione. Don Delfino ci attende per guidarci nella visita all’impianto che ha dimensioni notevoli; in questa stagione si fanno soprattutto lavori di manutenzione e qualche lavorazione che è in ritardo, ma a pieno regime qui deve essere un inferno!

guatemala-agosto13Proseguiamo poi per Città del Guatemala dove, il giorno seguente, 3 agosto, insieme ad Arnoldo visitiamo la sede di Exportcafé. Ci riceve don Gustavo e subito dopo incontriamo anche doña Carolina che è la responsabile commerciale del caffè organico ed è quindi la nostra referente per le importazioni, una persona che in questi anni ha mostrato sempre grande voglia di collaborare e superare insieme ogni difficoltà, quindi è davvero un piacere conoscerla. Gli uffici sembrano più un museo che la sede di un’azienda, dopo un caffè e un po’ di chiacchiere ci mostrano il laboratorio dove ogni lotto in partenza viene controllato e verificato con attenzione, i tecnici stanno analizzando le ultime campionature arrivate che, una volta approvate saranno archiviate e conservate per due anni. Qui la parola d’ordine è “qualità” e la squadra Adisque/El Grano/Exportcafé lavora davvero insieme per mantenerla sempre elevata.

4 agosto: c’è poco da dire, ci aspetta il volo di rientro, hasta pronto Guatemala!

Lucia e Massimo

STORIE DI DONNE, CARMELINA E BERTA

Il giorno 26 luglio visitiamo la parcela(1) di doña Carmelina e quella di doña Berta, due socie della Cooperativa Integral Agricola San Francisco de Asis. Descriviamo brevemente queste visite perché emblematiche di quello che significa l’appoggio della cooperativa per ciascun socio, e perché queste due donne con alle spalle una storia simile, rappresentano una il raggiungimento di una vita dignitosa attraverso il lavoro e l’impegno, l’altra la speranza di raggiungere la medesima meta.

guatemala-agosto14Aldea Acapucal Chaguiton, parcela di doña Carmelina, uno dei fiori all’occhiello della Cooperativa: due manzanas(2) di terreno di cui una coltivata a caffè e una tra mais, fagioli e orto, una lombricompostera(3) più che doppia di quelle che hanno la maggior parte dei soci. Il presidente ci spiega che quando realizzarono le lombricomposteras grazie ad un finanziamento del governo finlandese, doña Carmelina la volle più grande pagando la differenza, tanto era convinta del metodo organico. La sua piantagione di caffè è molto ben curata, leguminose varie, alberi di arance, avocado, mango, banano che forniscono ombra, materia organica per il terreno e frutta per tutto l’anno, e tutta la parcela è rigidamente organica. Carmelina, socia della prima ora, ha una grande visione verso il futuro, ci guida tra le piante spiegandoci il lavoro che lei e i suoi figli portano avanti, ci racconta delle grandi difficoltà dei primi anni, della vicinanza della Cooperativa ma anche del suo impegno per la cooperativa, è stata infatti vicepresidente per un mandato e partecipa regolarmente alla vita del gruppo. guatemala-agosto15Bruno, l’agronomo di Ciasfa, ci fa notare dettagli che rivelano la meticolosità e passione con cui il metodo organico viene applicato. Cura delle piante, integrazione delle colture e produttività creano un equilibrio armonico che è il segreto di questa che possiamo tranquillamente definire Azienda a conduzione familiare, e difatti Carmelina è molto orgogliosa e innamorata del suo lavoro, faticoso e spesso incerto, ma che le ha permesso di crescere e far studiare i suoi figli, e di raggiungere una posizione di relativa tranquillità. Quando arriviamo a casa sua non possiamo non meravigliarci dell’esplosione di colori che si para di fronte, fiori ovunque e piante meravigliose, colori fantastici e una sensazione di serenità che è difficile da descrivere. Sul tavolo nella veranda ci aspetta un enorme piatto con arance, mango e ananas sbucciati, tagliati a pezzi e freschi, neppure questo si può descrivere! Vicino un altro piatto pieno di quelle squisite banane mignon che nulla hanno a che vedere con quelle che arrivano in Italia, commercio equo incluso! Infine Carmelina ci mostra orgogliosa il suo allevamento di polli, circa 50 galline e un paio di galli, che serve ad integrare sia l’alimentazione che il reddito familiare. guatemala-agosto16Separarsi non è facilissimo, non siamo certi se stiamo “semplicemente” lasciando una azienda agricola ben organizzata ed amministrata oppure un piccolo angolo di paradiso, e Carmelina ci lascia andare solo dopo esserci reciprocamente promessi che alla prossima visita a La Union ci fermeremo nella sua casa e condivideremo qualche giorno con la sua famiglia. Aldea Acapucal Chaguiton, parcela di doña Berta: questa visita dimostra invece cosa significhi essere soci della Cooperativa Ciasfa, quale sia il loro rapporto e perché Ciasfa merita il nostro appoggio. Doña Berta ha 11 cuerdas(4) di terreno di cui 7 coltivate a caffè. Quando ci rechiamo a casa sua lei non c’è perché impegnata nelle pulizie della casa di un vicino per “arrotondare”. La aspettiamo alcuni minuti e guardandoci intorno comprendiamo subito di trovarci di fronte ad una situazione ben diversa da quella lasciata di doña Carmelina. La storia di doña Berta è tristemente comune a molte donne da queste parti, ora ha 46 anni, sposata a 20 anni con un uomo subito rivelatosi dedito all’alcool e violento, dopo sette anni di matrimonio e tre figli ha deciso di prendere i suoi figli, le sue poche cose e andarsene di casa, senza meta e senza un soldo. guatemala-agosto17Dopo varie vicissitudini ha incrociato la strada della Cooperativa San Francisco che in questi anni gli ha concesso in prestito, di volta in volta, i soldi per: comprarsi il piccolo terreno, piantare il caffè, far studiare i figli. La sua parcela è decisamente più complicata, in forte pendenza e con un terreno non ottimale, è interamente coltivata in maniera organica. nche doña Berta ha la sua piccola lombricompostera, approfitta anzi per chiedere al presidente di poter ricevere altra polpa di caffè oltre a quella prevista. Berta ci racconta del suo lavoro e dei suoi figli, loro, ormai grandi, vorrebbero che smettesse di lavorare così duramente per potersi “rilassare” dopo una vita difficile e dedicata interamente a loro. Vorrebbero inoltre essere loro stessi ora a tirare avanti anche la piantagione, ma lei orgogliosa ed energica non ci pensa affatto e continua sia nel lavoro del campo che con altri lavori (baby sitter, pulizie), perché dice che ha un debito da saldare con la Cooperativa, e dopo quello che la Cooperativa ha fatto per lei non può proprio non onorarlo! Anche qui Bruno ci mostra alcuni dettagli del lavoro di doña Berta, e ci mostra anche alcuni lavori che andrebbero fatti e che la cooperativa sta valutando di finanziare, primo tra tutti il terrazzamento della parcela che renderebbe il lavoro molto meno faticoso. Riaccompagniamo doña Berta a casa, una sorta di pudore e senso di inadeguatezza che purtroppo ben conosciamo le impediscono di invitarci ad entrare, ci salutiamo ci abbracciamo e lasciamo questa casa molto umile, ma la forza e la dignità che si respirava davanti a quella casa ci accompagna ancora!

(1)Parcela = Appezzamento
(2) 1 Manzana = 0,7 Ettari
(3) La lombricompostera è una vasca di cemento (circa 4mx1,5m h1m) con un piccolo canale di scolo sul fondo, si riempie con la polpa ricavata dalla lavorazione del caffè, i lombrichi che vi si sviluppano si nutrono di questa polpa trasformandola in un terriccio ricco di sostanze nutritive che verrà utilizzato come concime organico nella piantagione.
(4) 16 Cuerdas = 1 Manzana

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