Tra le leggende legate alle origini del caffè, una narra di un tale Alì Bin Omar Al Shadhilly, tutt’oggi “santo patrono” dei coltivatori e dei consumatori di caffè, che venne esiliato e costretto a vivere sulla montagna perché accusato di aver offeso l’onore della figlia del re e si trovò a doversi nutrire con quello che la natura aveva da offrirgli. Provò anche a fare un decotto di bacche di caffè e scoprì che non solo aveva un ottimo sapore ma che costituiva una cura efficace per una epidemia di prurito che dilagava nei villaggi vicini. Come ricompensa per aver aiutato la comunità venne riammesso in patria dove continuò a testare i vari usi medicinali e curativi della bevanda.

L’idea di investire su un progetto che veda nell’importazione e commercializzazione del caffè la sua attività particolare, nasce da una serie di motivazioni che si possono così riassumere:

  • mettere un altro piccolo tassello nel puzzle, fatto di tanto impegno e grandi ideali, che vuole ridisegnare un Mondo più giusto per tutti
  • dare una risposta a quei produttori che continuano a chiedere di potersi inserire nel circuito del commercio equo e solidale, benché il caffè sia uno dei prodotti simbolo del commercio equo sono ancora tanti i produttori alla ricerca di una relazione commerciale giusta
  • non disperdere, anzi valorizzare, l’esperienza maturata nel settore da diversi soci di Shadhilly
  • coniugare l’etica nelle relazioni con la qualità del prodotto

Statuto della cooperativa (.pdf) / Statuto della cooperativa (.doc)